Abruzzo, il Cuore verde d’Europa, regione unica per le sue peculiarità paesaggistiche e culturali ha registrato negli ultimi 50 anni un altro drammatico primato, un’incapacità di valorizzazione del territorio più unica che rara. Se poi parlassimo della Provincia di Teramo la situazione è anche più catastrofica di tutto il resto della regione.
Nonostante il mare, la
collina e la montagna nel raggio di 40 km la rendano praticamente l’unica
provincia a poter vantare caratteristiche naturali simili, non si è mai goduto
di una buona gestione del territorio che ha causato lo spopolamento e la morte
di quasi tutti gli insediamenti dell’entroterra. Oggi ci troviamo alla deriva
su tutti i settori turistici, essendo incapaci di promuovere un’offerta
finalizzata alla scoperta del territorio, della cultura e della tradizione.
Quello che è mancato,
oltre al presidio territoriale e ad una politica di incentivazione a vivere le
nostre montagne, è stato un piano di programmazione turistica a lunga scadenza,
organico e partecipato. Un piano capace di mettere a sistema tutte le
potenzialità intrinseche del nostro patrimonio, e di offrire attrattive a
turisti di tutte le età ed esigenze.
Ma è imprescindibile
considerare una qualsivoglia politica di sviluppo se prima non si passa
attraverso delle politiche di governance mirate al ripopolamento delle nostre
montagne.
Ritengo che lo sviluppo
turistico è solamente la punta dell’iceberg di tutto il sistema.
L’artigianato,
l’agricoltura e l’allevamento sono alla base di tutto il sistema e una buona
politica DEVE dare l’opportunità di operare una scelta anticonformista e
avviare una nuova era in controtendenza che potremmo chiamare “montanesimo” (per riprendere il fenomeno dell’urbanesimo che caratterizzò l’era
dell’industrializzazione del XIX secolo).
Quindi, assodato che non
si potrà prescindere da un piano di ristrutturazione della viabilità, dei
servizi di base e del ripopolamento delle nostre montagne, una qualsiasi
politica di sviluppo e rivitalizzazione turistica dovrà attuare un’azione
radicale di riassetto della ricettività turistica, dal recupero e costante
manutenzione della rete sentieristica e di tutti i manufatti esistenti, fino
alla creazione di nuove attrattive che possano garantire l’intrattenimento del
turista.
A tutto questo va
aggiunta una corposa campagna di informazione e promozione, attraverso la
partecipazione a eventi fieristici di settore, la creazione o l’aggiornamento
di siti web che siano in grado di riabilitare il brand "Teramo” e quello
del "Gran Sasso Teramano" che dimostrino, a chi ci conosce, che si
sta riprendendo la giusta rotta e a chi deve ancora conoscerci che ci sono
un’infinità di attrattive da scoprire.
Al di là di un piano di
sviluppo generale, che contenga linee guida applicabili a tutto il territorio
montano, è fondamentale definire per ogni singola località la sua vocazione,
al fine di indirizzare le linee di sviluppo locale nella corretta direzione,
evitando di ripetere gli errori del passato ma avviando piani d'azione di
valorizzazione e riqualificazione low budget coerenti con le risorse
già disponibili sul nostro territorio.
La vocazione di un luogo
viene meglio definita individuando “L’IDENTITÀ COMPETITIVA” detta anche “Place
Branding” e studiarne scientificamente le caratteristiche e i tratti
distintivi e – soprattutto – qual è il suo vantaggio competitivo.
Per puro esempio, una
località “turistica” come il Ceppo sui Monti della Laga ha sicuramente delle
risorse intrinseche collegate al turismo montano ma non potrà mai essere il
suo “vantaggio competitivo” quello
del turismo invernale dello sci alpino e dello snowboard bensì potrà
focalizzare il suo target turistico su ciò che riguarda l’escursionismo in
tutte le sue espressioni e indirizzare la valorizzazione turistica in questa
direzione.
La strada da percorrere
è tanta, tortuosa e piena di insidie ma ci si può aiutare prendendo spunto da
realtà consolidate, esemplari, innovative ed economicamente sostenibili.
A seguire proporrò una serie di attività
ludiche, sportive e culturali che potranno chiarire maggiormente il significato
di quanto scritto finora. La relazione si serve di una presentazione di slide
collegate (https://www.slideshare.net/euganos/forme-alternative-di-turismo).
AMBITO LUDICO e SPORTIVO
Tutte le attività connesse allo svago,
economiche e alla portata di tutti, che non richiedono preparazione fisica o
tecnica, costose attrezzature e l’impegno prolungato nel tempo.
ESEMPI
- PARCO
AVVENTURA e TARZANING (https://youtu.be/G12bX1VNCQ8)
Con un
intervento non eccessivamente impattante ed ecosostenibile si riescono a
realizzare parchi avventura per utenti di tutte le età, garantendo divertimento
e sviluppo di capacità coordinative. Se poi si volesse aggiungere un po’ di
adrenalina in più stanno nascendo anche aree dedicate al tarzaning,
un’evoluzione del classico parco avventura perché anziché passare da un albero
all’altro si attraversano fiumi, forre e canyon grazie a carrucole e ponti
tibetani.
- TUBING
ESTIVO ED INVERNALE
Si tratta di
grandi ciambelle gonfiabili che permettono di essere utilizzate in più modi,
nascono per muoversi in acqua lungo corsi d’acqua poco mossi ma è sempre più
frequente trovare parchi per fare tubing estivo grazie a tappeti sintetici che
riproducono le caratteristiche meccaniche della neve e per mezzo di strutture
si possono realizzare dei tracciati dove l’utente scende in piena sicurezza. La
risalita è permessa da tapis roulant che vengono semplicemente adagiati sul
prato a bordo della pista. In inverno, sfruttando sempre i tappeti di risalita,
si possono utilizzare le ciambelle per scivolare lungo appositi percorsi
disegnati con la neve.
- BOB
SU ROTAIE CARRETTI OFF-ROAD
Quelli su
rotaie sono chiamati fun bob, sfruttano gli impianti di risalita per portare a
monte il bob e permettono di scendere lungo una monorotaia utenti dai 7 anni in
su fino a 45 km/h garantendo in piena sicurezza un’esperienza divertente e
stimolante.
I carretti Off
Road invece non necessitano di alcun impianto, vengono noleggiati e chiaramente
hanno dei percorsi ad essi dedicati, sono leggeri e facilmente trasportabili
attaccandoli ad uno zainetto.
- PERCORSI
TEMATICI PER BAMBINI E FAMIGLIE e PARCHI GIOCO
Sono semplici
sentieri percorribili da famiglie con bimbi al seguito, con carrozzine e
passeggini, dove poterli far giocare con aree dedicate, percorsi sensoriali,
piccoli parchi avventura e corredati di cartellonistica didattica su flora e
fauna del luogo.
Per quanto concerne
l’ambito sportivo, fin quando non si comprenderà l’importanza di riuscire a
governare il territorio in maniera sistematica non saremo in grado di offrire
una chance di sviluppo di tutte quelle attività sportive minori, collaterali e
alternative alle più blasonate.
Bisogna puntare su una
rete completa di servizi efficaci e capillari su tutto il territorio montano,
in perfetto stato manutentivo, collegati fra loro e pubblicizzati
correttamente. Ma per promuovere un territorio e fidelizzare una clientela
bisogna dare loro garanzie, con una rete sentieristica efficace, strutture
ricettive al passo con le esigenze di oggi, servizi garantiti nel tempo e
soprattutto migliorati di anno in anno e non dare sempre un segnale di
incertezza e disorganizzazione.
- BICI
DA STRADA – CROSS COUNTRY E DH (VAL DI SOLE e LIVIGNO)
Il ciclismo, in
tutte le sue forme, sta registrando una crescita esponenziale di praticanti
negli ultimi anni, in Italia molte realtà turistiche hanno recepito il segnale
e stanno investendo risorse per offrire all’utenza esperienze uniche,
garantendo una rete stradale e sentieristica sempre più estesa e curata, un
capillare supporto logistico con strutture ricettive bike friendly, noleggi,
officine e soprattutto proposte all’inclusive con pensione, bici e
accompagnamento da guide cicloturistiche. Inoltre, grazie all’avvento delle
e-bike (bici a pedalata assistita) si da la possibilità anche a persone poco
allenate di godere di questo sport sano e divertente.
- FALESIE
DI ROCCIA - VIE FERRATE E FIRST FLY – DOLOMITI LUCANE
Un’eccellenza
da prendere a monito non viene dal Trentino o dalla Valle d’Aosta bensì dalla
Basilicata, Regione che negli ultimi sta “sgomitando” per affermare la sua
vocazione turistica e allora anziché puntare solo sul patrimonio naturale e
culturale di inestimabile pregio e bellezza ha portato avanti un encomiabile
progetto di valorizzazione del territorio attraverso la vacanza attiva, il
trekking e l’alpinismo. Ma quello che è da portare all’evidenza è il “parco
giochi” delle Dolomiti Lucane, tra Castelmezzano e Pietrapertosa in provincia
di Potenza, dove è stato avviato un vero e proprio volano per l’economia di
questi due piccoli borghi, che stanno vivendo un turnover costante di presenze.
Emblematica è l’attrazione chiamata “Volo dell’Angelo”, una traversata
adrenalinica da un versante all’altro della vallata appesi ad un cavo di
acciaio. Altrettanto adrenaliniche sono le due vie ferrate che partono dai due
borghi, con scalette, ponti tibetani e tutto quello che serve alla percorrenza
di tali itinerari in piena sicurezza e in perfetto stato di manutenzione. Per
finire con le caratteristiche vie di roccia che partono direttamente
dall’interno dei due borghi. Tutte queste attrattive sono ben supportate dalla
collettività che ha recepito di buon grado la novità offrendo una vasta offerta
ricettiva, servizi e attività collaterali a quelle sopra descritte.
- SCI
ALPINISMO + SCI ESCURSIONISMO + SCI DI FONDO + ATTRATTIVE PER LE FAMIGLIE
La neve è stata
una risorsa importantissima per il nostro territorio, sin dai tempi in cui
veniva semplicemente sfruttata per trasformarla in ghiaccio. Negli anni ’30 si
iniziò a praticare anche sulle nostre montagne lo sci ma si dovranno attendere
altri trent’anni prima che il fenomeno divenisse massivo. Dagli anni ’60 iniziò
una forte antropizzazione delle nostre montagne, le località di sport invernali
nascevano come funghi e diedero alla provincia una forte connotazione,
d’altronde in centro Italia eravamo in pochi ad offrire tali attrattive. Quello
che constatiamo oggi è che molte di queste località sono rimaste ingessate più
o meno alla stessa maniera di come vennero pensate cinquant’anni fa.
Si è creduto
sempre poco negli sport invernali minori che altrove stanno invece diventando
virali. Mi riferisco allo sci di fondo, allo sci escursionismo e allo sci
alpinismo. Tre attività sciistiche che richiedono il minimo costo in termini di
gestione - se non quello di battere le piste per i fondisti - ma che pretendono
innumerevoli servizi connessi come l’accessibilità ad aree difficilmente
raggiungibili per via di strade ormai impercorribili, la necessità di servizi
di recupero come i bus navetta, i rifugi, gli ostelli, una cartografia
aggiornata e un presidio attivo di tutte quelle figure di settore (i maestri di
sci, le guide alpine e gli accompagnatori di media montagna) in grado di
indirizzare questa nicchia di turisti che nella maggior parte dei casi ignora
l’Abruzzo per praticare tali sport.
Infine non va
dimenticata l’offerta da riservare alle famiglie, perché una pista di fondo non
è detto che debba servire solo ai fondisti ma può ospitare tante altre attività
come lo sleddog (slitte trainate dai cani), il noleggio di passeggini da neve e
delle Kids Snow Bike (bici per i bimbi dotate di sci al posto delle ruote).
- GOLF
(ESTIVO E INVERNALE)
Il golf,
etichettato come sport per ricchi ha perso negli ultimi anni questa nomea e sta
vivendo una seconda giovinezza con campi e club alla portata di tutti, con
strutture ricettive che offrono attrezzatura in noleggio per i neofiti e
istruttori che organizzano corsi individuali e di gruppo. In ambito montano sta
prendendo piede anche il golf invernale con palline colorate, aboliti i cart,
ma ci si sposta a piedi o con gli sci tra una buca e l’altra, ci si sfida su
percorsi generalmente di nove buche e con un numero limitato di ferri. Richiede
un investimento relativamente economico per la realizzazione di un campo e non
necessita di costi di gestione eccessivi, soprattutto con la neve.
CONCLUSIONI
Con questo lavoro ho
provato ad analizzare il problema da un altro punto di vista, diverso da quello
che siamo stati abituati ad avere negli ultimi 50 anni. Un punto di vista
tradotto in azioni politiche che hanno generato illusioni e che ci hanno portato
ad una situazione di inviluppo territoriale,
insediativo e turistico deprecabile.
La bella stagione è
finita da molto tempo e quei pochi fondi ormai disponibili devono essere
impiegati intelligentemente. Le politiche di governance del nostro territorio
dovranno necessariamente tenere conto di forme di sviluppo innovative e
partecipate (anche se, per puro esempio, con grande rammarico vedo che il
Masterplan Abruzzo ha approvato interventi di ristrutturazione della località
turistica invernale di Passolanciano-Mammarosa per 20,2 milioni di euro
chiaramente incentrati sul rifacimento degli impianti di risalita,
dell’innevamento programmato e di altre opere collaterali).
È auspicabile che ad una
buona politica territoriale si affianchi una classe imprenditoriale
lungimirante e aperta al cambiamento, se quest’ultima rimarrà incardinata sui
dogmi della vecchia dottrina non possiamo sperare in alcun cambiamento di
rotta.
Se continuiamo sulla
vecchia strada sappiamo bene cosa troveremo e cosa saremo in grado di lasciare,
nuovi ecomostri economicamente ingestibili. Sulla nuova strada, semplicemente
calcando chi ha fatto da apripista, saremo sicuramente in grado di valorizzare
un patrimonio unico e potenzialmente capace di competere con realtà ben più
blasonate della nostra.
Eugenio
Iannetti
Nato nel 1982
sui monti del Gran Sasso, si è laureato nell’Università Sapienza di Roma nel
2008 in Architettura, masterizzato nell’Università di Teramo nel 2012 in
Gestione dello Sviluppo Locale nei Parchi e nelle Aree Naturali, Guida Ciclo
Turistica Sportiva FCI, profondo conoscitore delle montagne d’Abruzzo, porta
avanti da anni studi sullo sviluppo del territorio locale.

Bravissimo!
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