mercoledì 16 gennaio 2019

FORME DI TURISMO ALTERNATIVO



Abruzzo, il Cuore verde d’Europa, regione unica per le sue peculiarità paesaggistiche e culturali ha registrato negli ultimi 50 anni un altro drammatico primato, un’incapacità di valorizzazione del territorio più unica che rara. Se poi parlassimo della Provincia di Teramo la situazione è anche più catastrofica di tutto il resto della regione.
Nonostante il mare, la collina e la montagna nel raggio di 40 km la rendano praticamente l’unica provincia a poter vantare caratteristiche naturali simili, non si è mai goduto di una buona gestione del territorio che ha causato lo spopolamento e la morte di quasi tutti gli insediamenti dell’entroterra. Oggi ci troviamo alla deriva su tutti i settori turistici, essendo incapaci di promuovere un’offerta finalizzata alla scoperta del territorio, della cultura e della tradizione.
Quello che è mancato, oltre al presidio territoriale e ad una politica di incentivazione a vivere le nostre montagne, è stato un piano di programmazione turistica a lunga scadenza, organico e partecipato. Un piano capace di mettere a sistema tutte le potenzialità intrinseche del nostro patrimonio, e di offrire attrattive a turisti di tutte le età ed esigenze.
Ma è imprescindibile considerare una qualsivoglia politica di sviluppo se prima non si passa attraverso delle politiche di governance mirate al ripopolamento delle nostre montagne.
Ritengo che lo sviluppo turistico è solamente la punta dell’iceberg di tutto il sistema.
L’artigianato, l’agricoltura e l’allevamento sono alla base di tutto il sistema e una buona politica DEVE dare l’opportunità di operare una scelta anticonformista e avviare una nuova era in controtendenza che potremmo chiamare “montanesimo” (per riprendere il fenomeno dell’urbanesimo che caratterizzò l’era dell’industrializzazione del XIX secolo).
Quindi, assodato che non si potrà prescindere da un piano di ristrutturazione della viabilità, dei servizi di base e del ripopolamento delle nostre montagne, una qualsiasi politica di sviluppo e rivitalizzazione turistica dovrà attuare un’azione radicale di riassetto della ricettività turistica, dal recupero e costante manutenzione della rete sentieristica e di tutti i manufatti esistenti, fino alla creazione di nuove attrattive che possano garantire l’intrattenimento del turista.
A tutto questo va aggiunta una corposa campagna di informazione e promozione, attraverso la partecipazione a eventi fieristici di settore, la creazione o l’aggiornamento di siti web che siano in grado di riabilitare il brand "Teramo” e quello del "Gran Sasso Teramano" che dimostrino, a chi ci conosce, che si sta riprendendo la giusta rotta e a chi deve ancora conoscerci che ci sono un’infinità di attrattive da scoprire.
Al di là di un piano di sviluppo generale, che contenga linee guida applicabili a tutto il territorio montano, è fondamentale definire per ogni singola località la sua vocazione, al fine di indirizzare le linee di sviluppo locale nella corretta direzione, evitando di ripetere gli errori del passato ma avviando piani d'azione di valorizzazione e riqualificazione low budget coerenti con le risorse già disponibili sul nostro territorio.
La vocazione di un luogo viene meglio definita individuando “L’IDENTITÀ COMPETITIVA” detta anche “Place Branding” e studiarne scientificamente le caratteristiche e i tratti distintivi e – soprattutto – qual è il suo vantaggio competitivo.
Per puro esempio, una località “turistica” come il Ceppo sui Monti della Laga ha sicuramente delle risorse intrinseche collegate al turismo montano ma non potrà mai essere il suo “vantaggio competitivo” quello del turismo invernale dello sci alpino e dello snowboard bensì potrà focalizzare il suo target turistico su ciò che riguarda l’escursionismo in tutte le sue espressioni e indirizzare la valorizzazione turistica in questa direzione.
La strada da percorrere è tanta, tortuosa e piena di insidie ma ci si può aiutare prendendo spunto da realtà consolidate, esemplari, innovative ed economicamente sostenibili.
A seguire proporrò una serie di attività ludiche, sportive e culturali che potranno chiarire maggiormente il significato di quanto scritto finora. La relazione si serve di una presentazione di slide collegate (https://www.slideshare.net/euganos/forme-alternative-di-turismo).

AMBITO LUDICO e SPORTIVO
Tutte le attività connesse allo svago, economiche e alla portata di tutti, che non richiedono preparazione fisica o tecnica, costose attrezzature e l’impegno prolungato nel tempo.

ESEMPI

- PARCO AVVENTURA e TARZANING (https://youtu.be/G12bX1VNCQ8)
Con un intervento non eccessivamente impattante ed ecosostenibile si riescono a realizzare parchi avventura per utenti di tutte le età, garantendo divertimento e sviluppo di capacità coordinative. Se poi si volesse aggiungere un po’ di adrenalina in più stanno nascendo anche aree dedicate al tarzaning, un’evoluzione del classico parco avventura perché anziché passare da un albero all’altro si attraversano fiumi, forre e canyon grazie a carrucole e ponti tibetani.

- TUBING ESTIVO ED INVERNALE
Si tratta di grandi ciambelle gonfiabili che permettono di essere utilizzate in più modi, nascono per muoversi in acqua lungo corsi d’acqua poco mossi ma è sempre più frequente trovare parchi per fare tubing estivo grazie a tappeti sintetici che riproducono le caratteristiche meccaniche della neve e per mezzo di strutture si possono realizzare dei tracciati dove l’utente scende in piena sicurezza. La risalita è permessa da tapis roulant che vengono semplicemente adagiati sul prato a bordo della pista. In inverno, sfruttando sempre i tappeti di risalita, si possono utilizzare le ciambelle per scivolare lungo appositi percorsi disegnati con la neve.

- BOB SU ROTAIE CARRETTI OFF-ROAD
Quelli su rotaie sono chiamati fun bob, sfruttano gli impianti di risalita per portare a monte il bob e permettono di scendere lungo una monorotaia utenti dai 7 anni in su fino a 45 km/h garantendo in piena sicurezza un’esperienza divertente e stimolante.
I carretti Off Road invece non necessitano di alcun impianto, vengono noleggiati e chiaramente hanno dei percorsi ad essi dedicati, sono leggeri e facilmente trasportabili attaccandoli ad uno zainetto.

- PERCORSI TEMATICI PER BAMBINI E FAMIGLIE e PARCHI GIOCO
Sono semplici sentieri percorribili da famiglie con bimbi al seguito, con carrozzine e passeggini, dove poterli far giocare con aree dedicate, percorsi sensoriali, piccoli parchi avventura e corredati di cartellonistica didattica su flora e fauna del luogo.
Per quanto concerne l’ambito sportivo, fin quando non si comprenderà l’importanza di riuscire a governare il territorio in maniera sistematica non saremo in grado di offrire una chance di sviluppo di tutte quelle attività sportive minori, collaterali e alternative alle più blasonate.

Bisogna puntare su una rete completa di servizi efficaci e capillari su tutto il territorio montano, in perfetto stato manutentivo, collegati fra loro e pubblicizzati correttamente. Ma per promuovere un territorio e fidelizzare una clientela bisogna dare loro garanzie, con una rete sentieristica efficace, strutture ricettive al passo con le esigenze di oggi, servizi garantiti nel tempo e soprattutto migliorati di anno in anno e non dare sempre un segnale di incertezza e disorganizzazione.

- BICI DA STRADA – CROSS COUNTRY E DH (VAL DI SOLE e LIVIGNO)
Il ciclismo, in tutte le sue forme, sta registrando una crescita esponenziale di praticanti negli ultimi anni, in Italia molte realtà turistiche hanno recepito il segnale e stanno investendo risorse per offrire all’utenza esperienze uniche, garantendo una rete stradale e sentieristica sempre più estesa e curata, un capillare supporto logistico con strutture ricettive bike friendly, noleggi, officine e soprattutto proposte all’inclusive con pensione, bici e accompagnamento da guide cicloturistiche. Inoltre, grazie all’avvento delle e-bike (bici a pedalata assistita) si da la possibilità anche a persone poco allenate di godere di questo sport sano e divertente.

- FALESIE DI ROCCIA - VIE FERRATE E FIRST FLY – DOLOMITI LUCANE
Un’eccellenza da prendere a monito non viene dal Trentino o dalla Valle d’Aosta bensì dalla Basilicata, Regione che negli ultimi sta “sgomitando” per affermare la sua vocazione turistica e allora anziché puntare solo sul patrimonio naturale e culturale di inestimabile pregio e bellezza ha portato avanti un encomiabile progetto di valorizzazione del territorio attraverso la vacanza attiva, il trekking e l’alpinismo. Ma quello che è da portare all’evidenza è il “parco giochi” delle Dolomiti Lucane, tra Castelmezzano e Pietrapertosa in provincia di Potenza, dove è stato avviato un vero e proprio volano per l’economia di questi due piccoli borghi, che stanno vivendo un turnover costante di presenze. Emblematica è l’attrazione chiamata “Volo dell’Angelo”, una traversata adrenalinica da un versante all’altro della vallata appesi ad un cavo di acciaio. Altrettanto adrenaliniche sono le due vie ferrate che partono dai due borghi, con scalette, ponti tibetani e tutto quello che serve alla percorrenza di tali itinerari in piena sicurezza e in perfetto stato di manutenzione. Per finire con le caratteristiche vie di roccia che partono direttamente dall’interno dei due borghi. Tutte queste attrattive sono ben supportate dalla collettività che ha recepito di buon grado la novità offrendo una vasta offerta ricettiva, servizi e attività collaterali a quelle sopra descritte.

- SCI ALPINISMO + SCI ESCURSIONISMO + SCI DI FONDO + ATTRATTIVE PER LE FAMIGLIE
La neve è stata una risorsa importantissima per il nostro territorio, sin dai tempi in cui veniva semplicemente sfruttata per trasformarla in ghiaccio. Negli anni ’30 si iniziò a praticare anche sulle nostre montagne lo sci ma si dovranno attendere altri trent’anni prima che il fenomeno divenisse massivo. Dagli anni ’60 iniziò una forte antropizzazione delle nostre montagne, le località di sport invernali nascevano come funghi e diedero alla provincia una forte connotazione, d’altronde in centro Italia eravamo in pochi ad offrire tali attrattive. Quello che constatiamo oggi è che molte di queste località sono rimaste ingessate più o meno alla stessa maniera di come vennero pensate cinquant’anni fa. 
Si è creduto sempre poco negli sport invernali minori che altrove stanno invece diventando virali. Mi riferisco allo sci di fondo, allo sci escursionismo e allo sci alpinismo. Tre attività sciistiche che richiedono il minimo costo in termini di gestione - se non quello di battere le piste per i fondisti - ma che pretendono innumerevoli servizi connessi come l’accessibilità ad aree difficilmente raggiungibili per via di strade ormai impercorribili, la necessità di servizi di recupero come i bus navetta, i rifugi, gli ostelli, una cartografia aggiornata e un presidio attivo di tutte quelle figure di settore (i maestri di sci, le guide alpine e gli accompagnatori di media montagna) in grado di indirizzare questa nicchia di turisti che nella maggior parte dei casi ignora l’Abruzzo per praticare tali sport.
Infine non va dimenticata l’offerta da riservare alle famiglie, perché una pista di fondo non è detto che debba servire solo ai fondisti ma può ospitare tante altre attività come lo sleddog (slitte trainate dai cani), il noleggio di passeggini da neve e delle Kids Snow Bike (bici per i bimbi dotate di sci al posto delle ruote).

- GOLF (ESTIVO E INVERNALE)
Il golf, etichettato come sport per ricchi ha perso negli ultimi anni questa nomea e sta vivendo una seconda giovinezza con campi e club alla portata di tutti, con strutture ricettive che offrono attrezzatura in noleggio per i neofiti e istruttori che organizzano corsi individuali e di gruppo. In ambito montano sta prendendo piede anche il golf invernale con palline colorate, aboliti i cart, ma ci si sposta a piedi o con gli sci tra una buca e l’altra, ci si sfida su percorsi generalmente di nove buche e con un numero limitato di ferri. Richiede un investimento relativamente economico per la realizzazione di un campo e non necessita di costi di gestione eccessivi, soprattutto con la neve.

CONCLUSIONI
Con questo lavoro ho provato ad analizzare il problema da un altro punto di vista, diverso da quello che siamo stati abituati ad avere negli ultimi 50 anni. Un punto di vista tradotto in azioni politiche che hanno generato illusioni e che ci hanno portato ad una situazione di inviluppo territoriale, insediativo e turistico deprecabile.
La bella stagione è finita da molto tempo e quei pochi fondi ormai disponibili devono essere impiegati intelligentemente. Le politiche di governance del nostro territorio dovranno necessariamente tenere conto di forme di sviluppo innovative e partecipate (anche se, per puro esempio, con grande rammarico vedo che il Masterplan Abruzzo ha approvato interventi di ristrutturazione della località turistica invernale di Passolanciano-Mammarosa per 20,2 milioni di euro chiaramente incentrati sul rifacimento degli impianti di risalita, dell’innevamento programmato e di altre opere collaterali).
È auspicabile che ad una buona politica territoriale si affianchi una classe imprenditoriale lungimirante e aperta al cambiamento, se quest’ultima rimarrà incardinata sui dogmi della vecchia dottrina non possiamo sperare in alcun cambiamento di rotta.
Se continuiamo sulla vecchia strada sappiamo bene cosa troveremo e cosa saremo in grado di lasciare, nuovi ecomostri economicamente ingestibili. Sulla nuova strada, semplicemente calcando chi ha fatto da apripista, saremo sicuramente in grado di valorizzare un patrimonio unico e potenzialmente capace di competere con realtà ben più blasonate della nostra.

Eugenio Iannetti
Nato nel 1982 sui monti del Gran Sasso, si è laureato nell’Università Sapienza di Roma nel 2008 in Architettura, masterizzato nell’Università di Teramo nel 2012 in Gestione dello Sviluppo Locale nei Parchi e nelle Aree Naturali, Guida Ciclo Turistica Sportiva FCI, profondo conoscitore delle montagne d’Abruzzo, porta avanti da anni studi sullo sviluppo del territorio locale.

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