Oggetto: Manutenzione Vie ferrate al Corno Piccolo e Corno Grande.
In data 16.07.09 ho inviato una nota ”informale” via fax al Presidente del CAI Abruzzo Eugenio Di Marzio in cui facevo presente lo stato di pericolosità delle tenute della via ferrata P.P. Ventricini al Corno Piccolo.
Facevo notare al Presidente Di Marzio che durante un escursione effettuata con alcuni clienti, una delle tenute in ferro si è rotta. Fortunatamente senza conseguenze per i ragazzi, tutti dotati di imbraghi e longe.
Nessuna risposta e nessun commento.
Preciso che l’Ente Parco Nazionale Gran Sasso e Monti della Laga con delibera del Consiglio Direttivo n. 3 dell’11 marzo 1997 finanziò il ripristino di alcune vie ferrate e vie di arrampicata che esistono sul Gran Sasso tra Corno Piccolo e Corno Grande per un importo di Euro 74.886,25.
I lavori furono affidati alla Soc. Coop. Pianeta Montagna di Pietracamela sulla scorta e sulla base del progetto approntato dal CAI di Teramo.
In una prima fase veniva ristrutturata la via ferrata Ventricini, poi la via Danesi, successivamente la via ferrata Ricci e infine il sentiero n. 4 che dal Sassone va al Bivacco A. Bafile.
Appena aperta al pubblico diverse tenute delle corde della via ferrata Ventricini si ruppero e per alcuni anni non vi fù manutenzione. Dopo questo fatto segnalai al Presidente della Delegazione Abruzzo del CAI (credo che fosse Filippo Di Donato) la pericolosità di questi particolari ancoraggi.
Sono passati dieci anni senza nessuna risposta, nessun commento e credo nessun intervento.
Ho invece letto sul quotidiano il Centro del 23.07.09 e successivamente sul sito del CAI di Teramo alcune esternazioni del Presidente del CAI Luigi De Angelis.
Nel comunicato stampa e sul sito si legge “La causa, da una prima valutazione, sarebbe dovuta al peso eccessivo del manto nevoso”.
Il peso della neve grava prettamente sulle corde che a loro volta scaricano parte del peso sui sistemi di tenuta.
A questo punto mi chiedo, perché negli ultimi 40 anni al Gran Sasso ho visto sostituire principalmente cavi di acciaio e morsetteria e non le tenute? E soprattutto perché un gran numero di tenute divelte si trovano su tratti verticali di dette ferrate dove sappiamo che la fisica non permette forti accumuli di neve?
Ancora: Il Presidente del Cai di Teramo sconsiglia ai frequentatori di percorrere detti itinerari anche se provvisti di adeguata attrezzatura, facendo altresì presente che si declina sin da ora ogni responsabilità per eventuali danni a persone o cose.
E’ sconvolgente che gli organi del CAI, invece di provvedere alla manutenzione delle vie ferrate ne “sconsiglino“ l’uso; e credono di ovviare alla loro eventuale colposa inerzia semplicemente “declinando ogni responsabilità”.
Ma non è così: la Delegazione Abruzzo del CAI riceve annualmente, per le varie attività del sodalizio, anche delle somme destinate alla manutenzione e alla segnaletica dei sentieri; e domani, in caso malaugurato di incidente, dovrebbe giustificare, difficilmente credo, di non aver provveduto alla doverosa manutenzione pur nella piena consapevolezza di una situazione di pericolo.
Concludo invitando il CAI, L’Ente Parco ed il Comune di Pietracamela, ognuno per la propria competenza e spettanza a provvedere con estrema urgenza alla sostituzione di tutti gli ancoraggi istallati sulle vie ferrate Danesi, Ventricini e Ricci.
Infine vorrei far riflettere sul fatto che i sistemi di ancoraggio del sentiero 4, quello che dal Sassone conduce al Bivacco Bafile, sostituiti da più di un anno e comunque prima dell’ultima “stagione particolarmente ricca di precipitazioni, che ha gravato in maniera considerevole sui sistemi di tenuta” sono perfettamente integri e da una prima analisi sembrano realizzati con un materiale diverso o con un diverso metodo di lavorazione.
Molto cordialmente
Pasquale IANNETTI
Guida Alpina - I.N.A.
giovedì 30 luglio 2009
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