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lunedì 14 marzo 2011
Invito a vedere l'album Monte Aquila di Eugenio Iannetti su Picasa Web Album
lunedì 24 agosto 2009
LO SFACELO DEL RIFUGIO DELLE GUIDE E DEI PRATI DI TIVO
Questa è la risposta ad una e-mail di una cliente insoddisfatta del Rifugio delle Guide!!!
Mio padre nel 1975, con alcuni soci, decise di partire con l'avventura del rifugio delle guide che, quando venne chiesto in affitto al comune di Pietracamela, non era altro che un mucchio di sassi.
Il lavoro di bonifica dell'edificio risultò immane e i soci di mio padre, visto l'andazzo, decisero ben presto di "darsela" per la troppa fatica e per le poche aspettative di riuscita di quell'avventura.
Ovviamente la testardaggine di papà gli diede atto e quello sarebbe stato un successo e le cose iniziarono a ad andare molto bene. Il Rifugio era diventato il centro nodale per gli alpinisti del Gran Sasso e avevano come riferimento Pasquale Iannetti come gestore del Franchetti e del Rifugio delle Guide.
Devi sapere anche questa cosa affinchè il quadro ti risulti completo! Pietracamela è abitata da persone alquanto sgradevoli, i famosi "Pretaroli".
I Pretaroli, da quando il turismo ha messo piede sul Gran Sasso teramano, hanno sempre messo i bastoni fra le ruote a chi vedeva un pò più lontano del proprio naso.
Ti basti pensare che a Prati di Tivo oltre ai Montauti, i Parogna, gli Amorocchi e i Trentini (le 4 famiglie più "moderne") nessun'altra famiglia è riuscita a sfruttare quelle infinite risorse che una montagna stupenda come il Gran Sasso offre. Solo 5 o 6 impavidi hanno provato a campare con la montagna, tutti gli altri non sono saliti più di una volta sulla vetta di Corno Grande (approssimazione per eccesso).
Questo serve da premessa per dirti che i cari Pretaroli hanno sempre voluto il contrario di quello che era giusto, necessario e utile per la loro terra.
Quando però hanno iniziato a vedere che i romagnoli e i teramani come mio padre hanno iniziato a fare un sacco di "schei" sulle loro montagne non hanno saputo fare altro che distruggere, distruggere e distruggere…
Ti sei mai chiesta perchè a Prati di Tivo non c'è più un camping? Perchè il Comune di Pietracamela negli anni 90 per storie strane decise di far chiudere il campeggio e decise anche di mandare per strada tre famiglie.
Sai cosa dicevano nei bar di Pietracamela quando chiusero il camping? "...adesso che il campeggio è stato liberato dai forestieri vedrete come cambieranno le cose, vedrete quando ce lo riprendiamo noi...".
Per la cronaca il Camping Yarkum è chiuso, abbandonato e fatiscente dal 1990 e sai che cosa ha generato questo? A Prati di Tivo iniziò a scendere il numero degli afflussi del 60 percento circa e sai perchè? Perchè tutti quelli che venivano in tenda, con le roulotte e i camper facevano girare tanti soldi ai Prati, dopo fu soltanto noia!
Ma arriviamo a noi! Mio padre dal 1966, quando ha iniziato a lavorare al Gran Sasso ha sempre dato importanza alla promozione turistica, al miglioramento dei servizi, alle battaglie contro gli inattivismi del comune e ha sempre ricevuto solo tanti schiaffi.
Nel 1992 la simpatica giunta comunale decise di emettere ordinanza di chiusura immediata e coattiva nei confronti del Rifugio delle Guide, motivazione: l'esercizio commerciale svolge attività di ristorazione sprovvisto di una regolare llicenza commerciale.
Arrivarono i Carabinieri armati che ci cacciarono con la forza e senza darci nemmeno il tempo di raccogliere i panni e gli effetti personali, misero i sigilli a tutti gli ingressi e ci mandarono per strada.
Dopo 7 anni il tribunale giudicò illegittima l'ordinanza di chiusura. Motivazione: il Rifugio delle Guide, poichè riconosciuto come RIFUGIO ALPINO non è da ritenersi una tradizionale attività commerciale pertanto non necessita di una licenza commerciale!
Lo sai cosa è significato per mio padre e per la sua famiglia? Andare per stracci, tanti debiti da pagare, due disoccupati in più e tante altre tristi ripercussioni che non sto qui a raccontarti.
Nel 2000 io e mio padre abbiamo deciso di riaprire il rifugio, 5 anni fermo con i sigilli, nei frigoriferi c'erano i topi, la muffa ovunque, tubature sfondate, tristezza e desolazione. Abbiamo lavorato tanto e se il comune avesse voluto trovare un accordo non saremmo arrivati fin qui!
Da pochi mesi abbiamo avuto l'ulteriore triste notizia che la causa di risarcimento danni l'abbiamo persa.
Ti pare che questa sia giustizia?
A questo punto ti chiederai perchè andiamo ancora avanti, perchè facciamo dormire la gente in quel "tugurio". Sai che ti rispondo? Non lo so!
Ed infine sai qual'è l'unico nostro grande rammarico. Dopo aver buttato una vita per fare del Gran Sasso un posto migliore, dopo 40 anni di sofferenze da parte di mio padre e 30 di mia madre oggi da Prati di Tivo non riceviamo solo che un altro bel calcio nel culo!!!!
Quindi ti ringrazio per aver letto questa mia interminabile lagna ma spero proprio che quest'inverno una bella nevicata se lo porti via così finalmente questo brutto incubo finisce ed io potrò tornare a fare una camminata sul Gran Sasso senza ricordare nulla di tutto questo.
Grazie
Eugenio
martedì 4 agosto 2009
non esiste solo lo sci...
Prati di Tivo, 02 agosto 2009.
Perché sono passati 20 anni da quando il campeggio “Yarkum” è stato chiuso e nessuno trova una soluzione per riaprirlo?
Perché si parla da decenni di fare un anello di sci di fondo per offrire una valida alternativa allo sci di pista?
Perché non esiste una struttura ricettiva popolare per permettere anche ai giovani meno facoltosi di godere del Gran Sasso?
Perché non si investe su sport minori, tracciati di mountain bike, piste di bob invernale ed estivo, un totem per l’arrampicata sportiva che possa ospitare competizioni a livello nazionale, il Bungy Jumping, il First Flyer, il Rafting, canoa, kayak, centri di Orienteering e sopravvivenza, centri di equitrekking?
LINK:
http://www.indianapark.it/opere-realizzate/prati-di-tivo-adventure-park.html
http://www.myjungfrau.ch/en.cfm/sommer/
giovedì 30 luglio 2009
LE VIE FERRATE DEL GRAN SASSO D'ITALIA
In data 16.07.09 ho inviato una nota ”informale” via fax al Presidente del CAI Abruzzo Eugenio Di Marzio in cui facevo presente lo stato di pericolosità delle tenute della via ferrata P.P. Ventricini al Corno Piccolo.
Facevo notare al Presidente Di Marzio che durante un escursione effettuata con alcuni clienti, una delle tenute in ferro si è rotta. Fortunatamente senza conseguenze per i ragazzi, tutti dotati di imbraghi e longe.
Nessuna risposta e nessun commento.
Preciso che l’Ente Parco Nazionale Gran Sasso e Monti della Laga con delibera del Consiglio Direttivo n. 3 dell’11 marzo 1997 finanziò il ripristino di alcune vie ferrate e vie di arrampicata che esistono sul Gran Sasso tra Corno Piccolo e Corno Grande per un importo di Euro 74.886,25.
I lavori furono affidati alla Soc. Coop. Pianeta Montagna di Pietracamela sulla scorta e sulla base del progetto approntato dal CAI di Teramo.
In una prima fase veniva ristrutturata la via ferrata Ventricini, poi la via Danesi, successivamente la via ferrata Ricci e infine il sentiero n. 4 che dal Sassone va al Bivacco A. Bafile.
Appena aperta al pubblico diverse tenute delle corde della via ferrata Ventricini si ruppero e per alcuni anni non vi fù manutenzione. Dopo questo fatto segnalai al Presidente della Delegazione Abruzzo del CAI (credo che fosse Filippo Di Donato) la pericolosità di questi particolari ancoraggi.
Sono passati dieci anni senza nessuna risposta, nessun commento e credo nessun intervento.
Ho invece letto sul quotidiano il Centro del 23.07.09 e successivamente sul sito del CAI di Teramo alcune esternazioni del Presidente del CAI Luigi De Angelis.
Nel comunicato stampa e sul sito si legge “La causa, da una prima valutazione, sarebbe dovuta al peso eccessivo del manto nevoso”.
Il peso della neve grava prettamente sulle corde che a loro volta scaricano parte del peso sui sistemi di tenuta.
A questo punto mi chiedo, perché negli ultimi 40 anni al Gran Sasso ho visto sostituire principalmente cavi di acciaio e morsetteria e non le tenute? E soprattutto perché un gran numero di tenute divelte si trovano su tratti verticali di dette ferrate dove sappiamo che la fisica non permette forti accumuli di neve?
Ancora: Il Presidente del Cai di Teramo sconsiglia ai frequentatori di percorrere detti itinerari anche se provvisti di adeguata attrezzatura, facendo altresì presente che si declina sin da ora ogni responsabilità per eventuali danni a persone o cose.
E’ sconvolgente che gli organi del CAI, invece di provvedere alla manutenzione delle vie ferrate ne “sconsiglino“ l’uso; e credono di ovviare alla loro eventuale colposa inerzia semplicemente “declinando ogni responsabilità”.
Ma non è così: la Delegazione Abruzzo del CAI riceve annualmente, per le varie attività del sodalizio, anche delle somme destinate alla manutenzione e alla segnaletica dei sentieri; e domani, in caso malaugurato di incidente, dovrebbe giustificare, difficilmente credo, di non aver provveduto alla doverosa manutenzione pur nella piena consapevolezza di una situazione di pericolo.
Concludo invitando il CAI, L’Ente Parco ed il Comune di Pietracamela, ognuno per la propria competenza e spettanza a provvedere con estrema urgenza alla sostituzione di tutti gli ancoraggi istallati sulle vie ferrate Danesi, Ventricini e Ricci.
Infine vorrei far riflettere sul fatto che i sistemi di ancoraggio del sentiero 4, quello che dal Sassone conduce al Bivacco Bafile, sostituiti da più di un anno e comunque prima dell’ultima “stagione particolarmente ricca di precipitazioni, che ha gravato in maniera considerevole sui sistemi di tenuta” sono perfettamente integri e da una prima analisi sembrano realizzati con un materiale diverso o con un diverso metodo di lavorazione.
Molto cordialmente
Pasquale IANNETTI
Guida Alpina - I.N.A.